Cessione delle rate residue relative a interventi di ristrutturazione, i chiarimenti del Fisco

E’ possibile optare per la cessione delle rate residue relative a interventi di ristrutturazione? A fornire alcuni chiarimenti in merito è il Fisco. Ecco quanto precisato.

Fisco Oggi, la rivista telematica dell’Agenzia delle Entrate, una contribuente ha domandato: “Nel 2019 ho sostenuto spese per interventi di ristrutturazione ed efficientamento energetico. Nel modello 730/2020 ho inserito in detrazione la prima delle 10 rate previste. A seguito delle variazioni intervenute con i vari decreti che si sono succeduti, posso cedere alla banca o alle Poste le rate residue?”.

Nel fornire la sua risposta, il Fisco ha sottolineato che quanto disposto dall’articolo 121 del decreto Rilancio (decreto legge n. 34/2020). In base a quanto previsto da questo articolo, è possibile esercitare “l’opzione per la cessione del credito, in alternativa alla fruizione diretta delle detrazioni, per gli interventi indicati nel comma 2 dello stesso articolo, tra i quali sono inclusi quelli di recupero del patrimonio edilizio e di efficienza energetica”. Via linera dunque alla cessione del credito per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di efficienza energetica.

Ma non solo. L’opzione per la cessione del credito può essere esercitata anche per le rate residue di detrazioni non ancora usufruite. In questo caso l’opzione per la cessione del credito deve riferirsi a tutte le rate restanti ed è irrevocabile, così come specificato dalla circolare n. 24/2020.

Ma attenzione. La richiesta di cessione del credito, anche quella relativa alle rate non ancora usufruite, “può essere effettuata solo se le spese che danno diritto alle detrazioni sono state sostenute negli anni 2020 e 2021”. Nel caso specifico, quindi, la contribuente che ha sostenute le spese nel 2019 non può procedere con la cessione del credito, nello specifico con la cessione delle rate residue relative a interventi di ristrutturazione.

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