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Case più sicure con il Sismabonus 2023: ultime notizie sulle detrazioni fiscali

Con il Sismabonus 2023 è possibile rendere la propria casa più sicura in caso di terremoti, il tutto approfittando di importanti detrazioni fiscali. È infatti stata prorogata la misura fiscale che permette di migliorare la categoria di rischio degli edifici residenziali, godendo di riduzioni IRPEF e IRES tra il 50 e il 110%. Ma in cosa consiste l’incentivo, chi può accedervi e, soprattutto, quali interventi di ristrutturazione sono necessari?

Non è di certo un segreto: l’Italia è un Paese dal rischio sismico elevato, per via della sua posizione geografica a ridosso tra il Continente Europeo e la placca tettonica africana. E lo Stivale è anche una Nazione ricca di immobili dalla lunga storia, spesso di grande valore culturale e artistico, ma ai tempi realizzati senza precise precauzioni sismiche. Proprio per questa ragione, da qualche anno è possibile approfittare del Sismabonus: una misura che permette di effettuare opere di ristrutturazione sugli edifici residenziali e commerciali, per renderli più resistenti nell’eventualità di un terremoto. Di seguito, tutte le informazioni utili.

Cos’è e come funziona il Sismabonus nel 2023

Con il termine Sismabonus si indica una misura di sostegno fiscale, introdotta per incentivare la ristrutturazione di edifici residenziali e commerciali, allo scopo di migliorarne il profilo antisismico. Previsto a partire dal 2017, con l’attuazione della precedente legge 63/2013, l’incentivo è stato dapprima ampliato nel 2020 in concomitanza con le misure straordinarie per la pandemia da Covid e poi prorogato nel 2022, fino al 2024.

In realtà, si dovrebbe propriamente parlare di misure, poiché il sostegno fiscale è suddiviso in due grandi gruppi: il Sismabonus ordinario e il SuperSismabonus.

Cosa prevede il Sismabonus ordinario

Il Sismabonus ordinario è un’agevolazione concessa sia alle persone fisiche che alle società, al fine di eseguire lavori di ristrutturazione sugli immobili per migliorarne il profilo sismico. Per un tetto massimo di spesa di 96.000 euro, l’incentivo – che può essere incluso anche nelle altre misure previste dai Bonus Edilizi 2024, prevede delle detrazione IRPEF e IRES di entità variabile:

  • il 50% per tutti gli interventi che prevedono l’adozione di misure antisismiche;
  • il 70% per gli interventi che prevedono il miglioramento di una classe sismica sugli edifici unifamiliari;
  • il 75% per gli interventi che comportano il miglioramento di una classe sismica sugli edifici condominiali;
  • l’80% per le ristrutturazioni che determinano il miglioramento di due classi sismiche sugli immobili unifamiliari;
  • l’85% per le ristrutturazioni che comportano il miglioramento di due classi sismiche sugli immobili condominiali.

Con la Legge di Bilancio 197/22, il Sismabonus ordinario è stato esteso fino al 31 dicembre 2024, prevedendo otto differenti classi di rischio, dalla A+ alla G. Ancora, inizialmente era prevista la possibilità di accedere, in sostituzione alle detrazioni fiscali erogate annualmente in cinque tornate, alla cessione del credito alla società che effettua i lavori, ottenendo così uno sconto immediato in fattura. Questa possibilità è stata tuttavia limitata con il Dl 11/2023, inibendo proprio la cessione del credito per tutti i lavori inaugurati dopo il 16 febbraio 2023.

Cosa prevedere con il SuperSismabonus

Con l’introduzione del Decreto Rilancio, poi convertito nella legge 34 del 2020, il Sismabonus ordinario è stato esteso, come misura di sostegno per la pandemia da Covid. È stato così introdotto il SuperSismabonus, un incentivo riservato unicamente agli edifici residenziali che permette di ottenere una detrazione fiscale fino al 110% della spesa di ristrutturazione sostenuta.

Progettazione dei lavori per il Sismabonus
Anche in questo frangente, vi sono delle precise casistiche. Per poter ottenere il 110% è infatti necessario:
  • avere ottenuto il protocollo della pratica edilizia comunale entro il 22 novembre 2022, con un inizio dei lavori tra il 19 e il 24 novembre;
  • aver protocollato la pratica edilizia comunale entro il 31 dicembre 2022, con un inizio dei lavori prima del 18 novembre.

Se non è possibile rientrare in queste due condizioni, l’aliquota relativa alla detrazione si modifica, così come anche evidenziato dall’ultimo Decreto Omnibus. Semplificando:

  • 110% per gli interventi protocollati entro il 31 dicembre 2022 e terminati entro il 31 dicembre 2023;
  • 90% per gli interventi realizzati entro il 31 dicembre 2023, sulle prime case e per nuclei familiari con ISEE non superiore ai 15.000 euro;
  • 70% per i lavori realizzati entro il 31 dicembre 2024;
  • 65% per i lavori realizzati entro il 31 dicembre 2025.

È inoltre necessario aggiungere che, sempre per effetto del Decreto Rilancio, vi sono alcune casistiche dove è possibile approfittare del “Sismabonus Rafforzato”, ovvero con un aumento del tetto massimo di spesa del 50%:

Le zone sismiche di validità del Sismabonus 2023

Come spiegato nei precedenti paragrafi, il Sismabonus non viene concesso a tutti i proprietari di immobili, residenziali o commerciali, presenti sul territorio italiano. È infatti necessario che l’edificio sia ubicato nelle zone sismiche 1 e 2 – quelle a maggior rischio – oppure nella 3. Ma a cosa corrispondono?

  • Zona 1, Alto Rischio Sismico: Friuli Venezia Giulia, Veneto, Abruzzo, Umbria, Molise, Campania e Sicilia;
  • Zona 2, Medio Rischio Sismico: Emilia Romagna, Lazio, Marche, Basilicata, Puglia;
  • Zona 3, Basso Rischio Sismico: Lombardia, Piemonte, Toscana e Liguria.

Tutte le altre regioni si trovano in Zona 4, quella a rischio sismico molto basso, e pertanto non sono incluse nel Sismabonus.

Quali interventi sono ammessi nel Sismabonus 2023

Analizzata l’entità della detrazione fiscale e le zone sismiche ammesse al Sismabonus 2023, è naturalmente necessario concentrarsi sulla tipologia di interventi che sono ammessi nell’incentivo. In linea generale, si possono ottenere le agevolazioni per:

  • interventi di miglioramento sismico;
  • interventi di adeguamento sismico dell’edificio;
  • lavori sulle coperture orizzontali dell’edificio, purché finalizzati all’aumento della capacità portante, alla riduzione dei pesi, alla riduzione delle spinte e al rafforzamento della muratura;
  • lavori di riparazione sulla resistenza di elementi strutturali in muratura, calcestruzzo, acciaio;
  • interventi per la riduzione di innesco di meccanismi locali, come la predisposizione di catene e tiranti, il rafforzamento di camini, parapetti, controsoffitti e via dicendo.
Lavori per il Sismabonus
In più, all’interno del Sismabonus si possono far rientrare anche le spese per lo svolgimento dei lavori, per l’acquisto dei materiali, per le perizie e i sopralluoghi, le imposte di bollo necessarie e l’IVA. Per un ulteriore risparmio, è utile anche analizzare le altre agevolazioni previste dal Bonus Casa.

Chi può richiedere il Sismabonus?

Come già accennato, il Sismabonus può essere richiesto per l’adeguamento sia degli edifici residenziali che commerciali, mentre il SuperSismabonus è conferito unicamente alla porzione residenziale, sia unifamiliare che in condominio. Ma quali sono i soggetti che possono approfittare della misura? La normativa include:

  • proprietari e nudi proprietari dell’immobile;
  • titolari di diritti di godimento sull’immobile, come l’usufrutto;
  • inquilini e comodatari;
  • imprenditori individuali;
  • soci delle cooperative.

Se vi è un concorso delle spese, la detrazione può essere anche richiesta da:

  • familiari conviventi, incluso il convivente pur in assenza di un matrimonio o di un’unione civile;
  • coniugi separati, purché vi sia un interesse reale sull’immobile.

Quali documenti servono per richiederlo

In merito alla documentazione da produrre per poter accedere all’agevolazione, valgono le indicazioni della Legge 77 del 2020:

  • comunicazione preventiva all’Agenzia delle Entrate, con le date di inizio lavori così come comunicato all’ASL;
  • la SCIA o il permesso di costruire, se necessaria;
  • atto di notorietà o dichiarazione sostitutiva;
  • autocertificazione delle spese sostenute, con relative ricevute. Per poter accedere agli incentivi è necessario che tutti i pagamenti avvengano tramite bonifico bancario, con causali evidenti;
  • ricevute dei diritti di autorizzazione e degli oneri di urbanizzazione;
  • copia della valutazione della classe di rischio iniziale dell’edificio e di quella stimata al termine della realizzazione del progetto.

Articolo tratto da “Idealista.it”

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