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Casa in classe energetica B: requisiti e informazioni generali

Che significa vivere in una casa in classe energetica B in termini di efficienza e consumi? Scopriamolo insieme.

Acquistare una casa in classe energetica B o viverci vuol dire beneficiare di diversi vantaggi legati all’efficienza energetica e al comfort abitativo. Questa categoria di abitazioni si posiziona a metà strada tra le soluzioni più efficienti, rappresentate dalle abitazioni in classe energetica A, e quelle meno performanti. Analizzando più nel dettaglio le caratteristiche delle case in classe B, è possibile apprezzare come tale categoria offra un equilibrio ottimale tra consumi energetici contenuti e una gestione sostenibile delle risorse. Vediamo, dunque, più nello specifico, cosa significa avere una casa in classe energetica B e cosa fare per raggiungere tale livello.

A cosa corrisponde la classe energetica B?

Cosa significa casa in classe energetica B? Optare per una casa in classe energetica B significa scegliere un immobile che, per le operazioni di riscaldamento, raffreddamento, ventilazione e realizzazione di acqua calda sanitaria, utilizza dai 31 ai 50 kWh di energia per metro quadrato all’anno, il che indica un consumo di risorse moderato, garantendo un bilancio energetico piuttosto equilibrato.

Per fare un paragone, una casa di classe C consuma tra 51 e 70 kWh per metro quadrato all’anno, mentre una di classe G supera i 160 kWh per metro quadrato all’anno. D’altra parte, un immobile di classe A ha un consumo più contenuto rispetto ad una casa della classe energetica B, più precisamente tra 15 e 30 kWh per metro quadrato all’anno, con alcune abitazioni che addirittura non raggiungono neanche i 15 kWh, qualificandosi così come la classe migliore.

Sebbene un’abitazione di classe energetica B non abbia l’avanzata complessità tecnica delle case di classe A, comunque assicura prestazioni energetiche di alto livello. Generalmente, tali immobili sono dotati di impianti di riscaldamento altamente efficienti, come le caldaie a condensazione a basso consumo o le pompe di calore.

Inoltre, nelle case in classe energetica B è buona la coibentazione delle pareti e del tetto, spesso grazie all’aggiunta di un cappotto termico interno o esterno, di finestre ben isolate per ridurre o eliminare gli sbalzi termici ed, infine, all’impiego di lampadine a LED a basso consumo energetico. Di solito, includono anche sistemi per la produzione di acqua calda sanitaria efficienti.

Le differenze tra classe energetica A e B casa

Come già accennato, le case classificate come classe energetica A e B rappresentano due livelli di prestazione distinti in termini di consumo energetico. Sapere a cosa corrisponde la nuova classe energetica B e la differenza con la classe A è fondamentale per chi desidera investire in una nuova abitazione o sta prendendo in considerazione un trasloco.

Nello specifico, la classe A indica un’elevata efficienza, con minori consumi di energia e una prospettiva di risparmio significativo nel lungo termine. Soluzioni innovative, come l’adozione di tecnologie solari o di sistemi di riscaldamento radiante, sono comunemente integrate in queste abitazioni. La cura nell’isolamento termico è prioritaria, garantendo un’eccellente efficienza energetica.

D’altra parte, una casa in classe energetica B mostra comunque un buon livello di efficienza, con consumi energetici leggermente superiori rispetto alla classe A, situandosi tra i 31 e i 50 kWh/mq annui. Tuttavia, rispetto alla classe A, si registra una performance energetica inferiore.

Come arrivare alla classe energetica B?

Per portare la propria casa alla classe energetica B è possibile optare per diversi interventi che, molte volte, risultano onerosi per l’utente. Tuttavia, a tal riguardo, è bene sottolineare che l’efficacia dei lavori effettuati per migliorare la classe energetica di un’abitazione e la spesa da effettuare dipende in gran parte dalla classe energetica di partenza.

Ad esempio, partendo da una categoria più vicina alla classe energetica B, come la classe C, gli interventi necessari per raggiungere la classe B potrebbero effettivamente essere meno drastici rispetto a quelli richiesti partendo da una classe più bassa come la G. Questo perché l’edificio già si avvicina ai requisiti della classe energetica B ed ai suoi standard di efficienza e potrebbe richiedere solo interventi di ottimizzazione e miglioramento mirati e meno onerosi. Mentre, viceversa, portare una casa in classe G alla classe B, gli interventi potrebbero essere più sostanziali e richiedere una ristrutturazione più completa e dispendiosa.

classe energetica b casa

Ad ogni modo, per arrivare alla classe energetica B o in generale per raggiungere un livello di efficienza migliore, è possibile considerare le seguenti attività:

  • miglioramento dell’isolamento termico dell’edificio attraverso interventi mirati sulla coibentazione delle pareti e del tetto dell’immobile;
  • sostituzione dei sistemi di riscaldamento con soluzioni più efficienti, come l’installazione di pompe di calore che, seppur richiedano un investimento finanziario piuttosto oneroso all’inizio, tale tecnologia permette di risparmiare notevolmente nel lungo termine;
  • utilizzo esclusivo di lampadine a LED a basso consumo, magari integrate in un sistema di domotica per un controllo più efficiente dell’energia;
  • sostituzione delle finestre con infissi a bassa emissività, dotati di doppi o tripli vetri in base alla zona climatica.

Infine, anche l’installazione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica o sistemi solari termici ecologici per la fornitura di acqua calda risultano essere degli interventi adeguati per raggiungere, in casa, la classe energetica B.

Quali case non si potranno vendere?

Secondo il testo della Direttiva Case Green approvato dal Parlamento Europeo, gli edifici ad uso residenziale dovranno raggiungere una classe minima di prestazione energetica di tipo “E” entro il 2030 e “D” entro il 2033. Nella scala di classificazione dell’efficienza energetica (dalla lettera A alla G), la classe G dovrebbe includere il 15% degli edifici con le prestazioni energetiche più scarse in ogni Stato membro. Gli interventi per migliorare le prestazioni energetiche dovranno essere eseguiti, come indicato dalla direttiva, al momento della vendita dell’immobile o durante la ristrutturazione dell’edificio.

Articolo tratto da “Idealista.it”

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